Piani cartesiani, vettori, traslazioni e rotazioni

Autore: Alessandro Meloni

Trascorso quasi un mese dallo stage di Befana del Maestro Tissier a Brescia, nonostante sia una cosa quasi scontata, sono giunto alla conclusioni che tori ed uke altro non sono che due piani cartesiani, dati da un asse delle ascisse ed un asse delle ordinate, collegate in quello che viene comunemente definito centro. Sebbene questa sia una semplice modellizzazione delle due figure, il concetto è ben più ampio, infatti, sulla carta, disegnavamo le varie funzioni e curve a matematica: parabole, funzione seno, funzione coseno, logaritmiche, esponenziali, astroidi, curve semplici, chiuse o aperte, insomma, tutto il mondo di Analisi 1 e 2. Da qui possiamo aggiungere il "concetto applicato al caso" di vettore: un segmento orientato.

 

Proprio come nella matematica scolastica, i nostri movimenti si sviluppano su questo piano indicando verso e direzione (tralasciamo l'intensità, che è altro concetto sempre importante, ma non per l'ambito attuale): al momento di un movimento i punti interessati che individuiamo sul piano possono traslare o ruotare, in funzione del movimento che stiamo costruendo e, quindi, della tecnica che stiamo studiando.

Prendiamo ad esempio un classico Shomen Uchi Ikkyo Omote. In una versione mostrata allo stage dal Maestro, il corpo (o meglio il centro di massa) traslava di 45° circa dall'asse x comune a tori ed uke, accogliendo lo Shomen ed "annullandolo" (si tratta ovviamente di una riduzione ai minimi termini per spiegare la tecnica illustrata), eseguendo poi la tecnica. Per fare ciò il nostro braccio, assimilato ad un vettore che parte dal centro e si proietta lungo l'asse delle x effettua un alzo (come in balistica); si effettua poi la chiusura discendendo. 

Si è pertanto creato un moto parabolico (considerando il punto di contatto dello Shomen Uchi).

 

Altre tecniche descrivono senza dubbio altri moti e coinvolgono altri piani, diversamente da Ikkyo Omote, che viaggia sul solo piano verticale, ma comunque si tratta sempre di principi matematici, ai quali si aggiungono fisica classica, biologia e biomeccanica.

 

La componente delle rotazioni si applica alle articolazioni che non possono traslare, ma implica un'altro tipo di trattazione non argomentata stavolta...

 

La matematica e l'Aikido, un binomio logico e perfetto.

 

 

N.B.: nel disegno si è assunto un unico piano cartesiano, qualora se ne volessero immaginare due, uke (a destra), avrebbe un asse x di verso opposto all'asse x di tori.